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	<title>Business Oggi &#187; Generale</title>
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		<title>Il divano del padre della psicoanalisi Freud, sta cadendo a pezzi.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Chi di noi non è stato incuriosito almeno una volta nel vedere le foto o leggere qualche libro inerente alla vita di Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. Fu il primo psicoanalista a parlare dei lapsus, del complesso di Edipo, dell&#8221; interpretazione dei sogni&#8230; insomma il genio per eccellenza del  mondo dell&#8217;inconscio. Ebbene, il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-34717" alt="divano-Freud-lettino-psicoanalisi" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/05/divano-Freud-lettino-psicoanalisi-300x225.jpg" width="300" height="225" /><script type="text/javascript"><!--
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi di noi non è stato incuriosito almeno una volta nel vedere le foto o leggere qualche libro inerente alla vita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud" target="_blank">Sigmund Freud</a>, padre della psicoanalisi. Fu il primo psicoanalista a parlare dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus" target="_blank">lapsus</a>, del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_di_Edipo" target="_blank">complesso di Edipo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'interpretazione_dei_sogni" target="_blank">dell&#8221; interpretazione dei sogni</a>&#8230; insomma il <strong>genio per eccellenza del  mondo dell&#8217;inconscio</strong>.</p>
<p>Ebbene, il celebre divano dove <strong>Freud</strong> faceva accomodare, sdraiare i propri pazienti per le sedute psicoanalitiche, sta &#8220;cadendo a pezzi&#8221; nel vero senso della parola. E&#8217; uno degli oggetti d&#8217;arredo più famosi del mondo, lì su quel divano sogni, paure, fobie, traumi hanno preso forma e ormai costituisce un vero e proprio oggetto di valore inestimabile per il mondo scientifico e non solo.</p>
<p>Il <a href="http://www.freud.org.uk/" target="_blank">Freud Museum</a> di <strong>Londra</strong>, che ha sede in quella che fu la casa del padre della psicoanalisi, ha lanciato un appello per raccogliere <strong>fondi</strong> per restaurare il divano in cui si stendevano i pazienti in terapia. <strong>Alba Kemp</strong>, direttore del museo londinese, si augura che qualche mecenate possa sponsorizzare il restauro del &#8220;lettino&#8221;. La cifra necessaria per l&#8217;intervento non è eccessiva, infatti il costo si aggira sulle<strong> 5.000 sterline</strong> (circa <strong>5.100 euro</strong>).</p>
<p>La storia vuole che il divano coperto da un <strong>tappeto persiano,</strong> descritto dai pazienti come estremamente confortevole, sia stato usato per la prima volta nel <strong>1890</strong> da<strong> Madame Benvenisti</strong>. Sotto i tappeti orientali e i cuscini, la tappezzeria del divano è <strong>cadente</strong> e in più punti <strong>scucita</strong>. <strong>Alba Kemp</strong> ha spiegato che<strong> il divano è troppo prezioso</strong> per lasciare l&#8217;edificio, così si spera di impiegare un esperto nel museo per portare a termine l&#8217;intervento entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p><em> &#8220;Molte persone visitano il museo di Freud come in una sorta di pellegrinaggio e il divano è l&#8217;oggetto che i più associano allo psicoanalista: forse è l&#8217;oggetto di arredo più famoso del mondo&#8221;. </em>Con queste parole la <strong>Kemp</strong> spiega l&#8217;importanza del divano, facendo capire che non si tratta solo di un oggetto&#8230; ma il suo significato va ben oltre le logiche materiali.</p>
<p>Non possiamo che augurarci che il restauro venga fatto il più&#8217; presto possibile.</p>
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		<title>Papa Francesco: sarà davvero lui il &#8220;papa nero&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Jeorge Mario Bergoglio e&#8217; il primo papa del Sud America ed il primo a chiamarsi Francesco, oltre ad essere un gesuita a salire sul trono di Pietro. Da secoli, il potente capo dei gesuiti viene chiamato &#8220;papa nero&#8221; per il colore della tonaca e perché  mantiene il titolo a vita, proprio come un pontefice. Sebbene [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft  wp-image-34619" alt="papa-francesco" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/05/papa-francesco-300x263.jpg" width="270" height="237" /></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Jeorge Mario Bergoglio</strong> e&#8217; il primo papa del <strong>Sud America</strong> ed il primo a chiamarsi <strong>Francesco</strong>, oltre ad essere un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_di_Ges%C3%B9" target="_blank">gesuita </a>a salire sul <strong>trono di Pietro</strong>.</p>
<p>Da secoli, il potente capo dei gesuiti viene chiamato &#8220;papa nero&#8221; per il colore della tonaca e perché  mantiene il titolo a vita, proprio come un pontefice. Sebbene non abbia la pelle nera, papa Francesco sarebbe il &#8220;papa nero&#8221; per eccellenza, <strong>capo della Chiesa e dei gesuiti.</strong> Ma tutti quanti ci chiediamo da dove venga la leggenda del papa nero&#8230; questa leggenda e&#8217; una profezia tramandata da secoli, traendo origine da un motto latino: <em>Caput nigrum</em> (testa nera), assegnato all&#8217;ultimo pontefice nella profezia di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_di_Malachia" target="_blank"> San Malachia</a> che si sarebbe perso nei secoli.</p>
<p>La leggenda vorrebbe che intorno al <strong>1140</strong> il <strong>vescovo irlandese Malachia</strong>, abbia descritto con un motto latino ciascuno dei <strong>111</strong> pontefici che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal <strong>1143</strong> fino alla fine dei tempi. La profezia per alcuni si sarebbe avverata; infatti i motti calzerebbero perfettamente con i papi saliti sul trono. Ad esempio <em>caput nigrum </em>potrebbe essere perfettamente attribuito a <strong>Papa Francesco</strong> &#8211; papa nero dei gesuiti -, ma anche al papa emerito <a href="http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/" target="_blank">Benedetto XVI</a> che nel suo stemma ha una<strong> testa di moro</strong>.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Introvigne" target="_blank">Massimo Introvigne</a>, sociologo e direttore del <strong>Centro studi sulle nuove religioni</strong> afferma:<em> &#8220;Esistono tre categorie di profezie: quelle folcloristiche, le profezie dei santi canonizzati e infine, ci sono i testi profetici ufficiali come i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segreti_di_Fatima" target="_blank">segreti di Fatima</a> o le opere di Ildegarda, una monaca tedesca del Medioevo, la quale ha delineato per la fine dei tempi, l&#8217;avvento dell&#8217;anticristo, un personaggio bieco, capace di ingannare anche i buoni; il suo regno durerà qualche anno, poi verrà sconfitto e ci sara&#8217; il ritorno di Gesù&#8217;&#8221;.</em></p>
<p>Un&#8217;altra visione ricorrente e&#8217; la presenza contemporanea di due pontefici, come avviene proprio oggi con papa Francesco e Benedetto XVI. Nel <strong>1820</strong>, per esempio, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Katharina_Emmerick" target="_blank">Caterina Emmerick</a> vide &#8220;una forte opposizione tra due papi&#8221;.</p>
<p>Che ci crediate o meno, queste sono alcune delle profezie che ci pervengono da secoli passati. Per sapere se siano realtà  o meno, beh, non ci resta altro che vivere&#8230;</p>
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		<title>Curare i monumenti è possibile. Come? Con l&#8217;olio d&#8217;oliva.</title>
		<link>http://www.businessoggi.com/news-e-curiosita/curare-i-monumenti-e-possibile-come-con-lolio-doliva</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 08:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-34550" alt="restauro-monumenti-olio-di-oliva" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/05/restauro-monumenti-olio-di-oliva-300x169.jpg" width="300" height="169" /><script type="text/javascript"><!--
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<p>&nbsp;</p>
<p>Di scoperte scientifiche diciamo &#8220;stravaganti&#8221; ne abbiamo sentite parecchie; ma questa è assolutamente positiva per la <strong>conservazione</strong> e la <strong>salvezza</strong> (in alcuni casi) dei nostri <strong>monumenti</strong>. Sto parlando proprio dell&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>olio d&#8217;oliva</strong> come elemento fondamentale per il restauro di quest&#8217;ultimi.</p>
<p>Ebbene, un gruppo di chimici dell&#8217;<strong>Università di Padova</strong> che studia i beni culturali, è riuscito a intrappolare <a href="http://www.vetroliquido.eu/" target="_blank">&#8220;vetro liquido&#8221;</a> in un barattolo a temperatura ambiente. Questa sostanza trasparente, è stata spalmata dopo, sulle opere d&#8217;arte vetrose (<strong>mosaici, alcuni tipi di ceramiche, vetrate artistiche</strong>), proteggendole dall&#8217;inquinamento e dall&#8217;umidità. Questo liquido che sa del &#8220;magico&#8221;, è stato successivamente sperimentato sulla <strong>Chiesa di Santa Maria Annunciata</strong> dell&#8217;ospedale <strong>San Carlo di Milano</strong>, progettata dal famoso architetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gio_Ponti" target="_blank">Gio Ponti</a> nel <strong>1964</strong>. La chiesa è ricoperta da <strong>piastrelle in ceramica invetriata</strong>, ovvero da un materiale rivestito con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silice" target="_blank">silice </a>e poi cotto per ottenere un effetto lucido.</p>
<p>Molte di queste piastrelle si erano rovinate a causa dell&#8217;umidità e dell&#8217;inquinamento. Una volta restaurate, sono state trattate con il <strong>vetro liquido</strong>. Ma quali sono i vantaggi del vetro liquido? <em>&#8220;Il vetro liquido, spruzzato o spennellato dopo il restauro, rende le superfici vetrose impermeabili, più lisce e molto più resistenti agli attacchi di sporco e i batteri scivolano via&#8221;</em>; spiega così <strong>Elena Munerato</strong> che ha collaborato all&#8217;invenzione brevettata da <strong>Renzo Bertoncello</strong>, professore di <strong>Chimica dei beni culturali</strong> all&#8217;Università di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Padova" target="_blank">Padova</a>.</p>
<p>Arriviamo al cuore dell&#8217;argomento, ovvero all&#8217;utilizzo dell&#8217;olio d&#8217;oliva per la conservazione dei beni culturali. Lo scorso dicembre è crollato un muro negli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Pompei" target="_blank">scavi di Pompei</a>, sicuramente un grave danno per questo grande sito archeologico. Ebbene, si pensa che la scienza potrebbe apportare una soluzione per fermare il degrado; come? Ricercatori gallesi e statunitensi hanno ideato un sottilissimo materiale impermeabile e trasparente che protegge gli edifici storici in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calcare" target="_blank">pietra calcarea</a> dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pioggia_acida" target="_blank">piogge acide</a>.</p>
<p>Questo materiale è realizzato con una <strong>miscela di grassi derivati dall&#8217;olio d&#8217;oliva</strong> e sostanze a base di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fluoro" target="_blank">fluoro</a>. In pratica, la pietra calcarea è formata soprattutto da <strong>carbonato di silicio</strong> che, con le piogge acide contenenti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zolfo" target="_blank">zolfo</a>, si trasforma in solfato di calcio, ovvero in<strong> gesso</strong>, diventando quindi più fragile. Il rivestimento a base di olio di oliva, rallenta di molto questo degrado facendo respirare la pietra ed evitando così il formarsi delle <strong>muffe</strong>.</p>
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		<title>Primo ponte musicale&#8230; made in China.</title>
		<link>http://www.businessoggi.com/news-e-curiosita/primo-ponte-musicale-made-in-china</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 08:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News e Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Celentano]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
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		<description><![CDATA[. &#160; Nelle nostre città siamo sempre più &#8220;costretti&#8221; a vivere la quotidianità a stretto contatto con il grigio, il cemento e la staticità. Sempre più palazzi, meno verde attorno; insomma potremmo dire che la canzone allora cantata da Adriano Celentano &#8220;Ragazzo della Via Gluck&#8220;, calzi a pennello anche nel 2013. Viviamo la nostra fisicità praticamente assoggettata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-34520" alt="ponte-musicale" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/ponte-musicale-300x168.jpg" width="300" height="168" />.<script type="text/javascript"><!--
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</script></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle nostre città siamo sempre più &#8220;costretti&#8221; a vivere la quotidianità a stretto contatto con il grigio, il cemento e la staticità. Sempre più palazzi, meno verde attorno; insomma potremmo dire che la canzone allora cantata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Celentano" target="_blank">Adriano Celentano</a> &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JaHUKBlX3ls" target="_blank">Ragazzo della Via Gluck</a>&#8220;, calzi a pennello anche nel <strong>2013</strong>.</p>
<p>Viviamo la nostra fisicità praticamente assoggettata a quelle che sono le regole della città: troppo <strong>traffico, sedentarietà, smog</strong> e la conseguenza di tutto ciò quale è? <strong>Tristezza!</strong> Ma, potrebbe esistere qualcosa di architettonico che possa davvero cambiare qualcosina nel mondo circostante?</p>
<p>Sembrerebbe che sia stata questa l&#8217;idea nella città di <strong>Shijiazhuang</strong> (Cina), in cui è stato costruito un<strong> &#8220;ponte musicale&#8221;</strong>. Eh si amici, avete capito proprio bene&#8230; è un ponte che fa da passaggio pedonale sopra una delle autostrade della città. In realtà, è un normalissimo ponte di cemento armato, che è stato semplicemente ridipinto disegnando dei tasti di pianoforte e trasformando la ringhiera in un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentagramma_(musica)" target="_blank">pentagramma</a>.</p>
<p>Ma tutto ciò non si deve minimizzare, proprio per il fatto che noi occidentali, siamo troppo decisi affinché l&#8217;architettura debba essere per forza di cose minimal. Poche sono le opere architettoniche che danno colore alle nostre città; l’idea del ponte musicale, è invece interessante perché è sintomo di un cambiamento di atteggiamento in Cina, dove la pura e grigia funzionalità non è più sufficiente. Anche l’attenzione al gusto estetico è una cosa nuova: e proprio per questo i cittadini di <strong>Shijiazhuang</strong> sono rimasti stupiti e la cosa <strong><span style="font-size: small;"><span style="line-height: 19px;">ha avuto risonanza a livello nazionale cinese</span></span></strong>.</p>
<p>E soprattutto, è un caso interessante per la sua semplicità: dimostrazione che, come sottolinea l’amministrazione cittadina “<em>Non deve per forza costare tanto fare felice la gente</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Parole chiave per questa pagina:</h4><a href="http://www.businessoggi.com/news-e-curiosita/primo-ponte-musicale-made-in-china" title="Shijiazhuang ponte musicale">Shijiazhuang ponte musicale</a> (1)]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Sono gay&#8221;! Tabù spezzato da Jason Collins nel mondo del basket NBA.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 07:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[News e Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[basket]]></category>
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		<category><![CDATA[essere gay nello sport]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Collins]]></category>
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		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Sono un centro NBA di 34 anni. Sono nero. E sono gay&#8221;. Con queste parole il giocatore Jason Collins è il primo atleta dello sport professionistico Usa a dichiarare di essere gay durante la sua carriera. Nel mondo sportivo, in generale, ancora c&#8217;è purtroppo timore, paura, vergogna nel dichiarare la propria omosessualità. Certamente sport che nell&#8217;immaginario [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft  wp-image-34514" alt="Jason-Collins" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/Jason-Collins-252x300.jpg" width="227" height="270" /></em></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Sono un centro NBA di 34 anni. Sono nero. E sono gay&#8221;. </em>Con queste parole il giocatore <strong>Jason Collins</strong> è il<strong> primo atleta</strong> dello sport professionistico Usa a dichiarare di essere gay durante la sua carriera.</p>
<p>Nel mondo sportivo, in generale, ancora c&#8217;è purtroppo timore, paura, vergogna nel dichiarare la propria <strong>omosessualità</strong>. Certamente sport che nell&#8217;immaginario comune identificano l&#8217;uomo virile, come il <strong>calcio</strong> o il <strong>basket</strong> per l&#8217;appunto, non aiutano in questo senso i giocatori che sono gay a dichiararlo apertamente.</p>
<p>Mettiamoci pure lo scherno che, può in modo ignorante, arrivare dai compagni di squadra o dai tifosi&#8230; insomma il tutto si complica per i giocatori omosessuali a dichiarare il proprio orientamento. <strong>Jason Collins</strong>, facendo coming out in un&#8217;intervista a<strong> <em>Sport Illustrated</em></strong> ha così apertamente rotto un tabù americano: <em>&#8220;Non ho fatto questo gesto per essere il primo, ma visto che lo sono sono contento di dare il via a questo dibattito. Mi sarebbe piaciuto</em> &#8211; spiega <strong>Collins</strong> &#8211; <em>non essere il primo bambino ad alzare il ditino in classe e dire &#8220;sono differente&#8221;. Se le cose fossero andate a modo mio, qualcun altro avrebbe fatto questa mossa prima di me. Ma siccome non è andata così, a me è toccato alzare il dito&#8221;.</em></p>
<p>Il Presidente Usa <strong>Barack Obama h</strong>a chiamato per lodare il coraggio della star dell’ NBA, primo atleta dello sport professionistico Usa a dichiarare di essere omosessuale.</p>
<p>“Il Presidente ha chiamato Jason Collins per es<strong>primergli il proprio sostegno e per dirgli di essere rimasto colpito dal suo coraggio</strong>”, ha detto un collaboratore della Casa Bianca.</p>
<div id="artCorrMMC"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Non possiamo far altro che tifare per <strong>Jason</strong> per il grande coraggio avuto. Speriamo che il suo gesto possa servire a molti altri ragazzi a non nascondere più la loro omosessualità, facendo finta di essere ciò che non sono solo per la paura dei giudizi. <strong>RESPECT!</strong></span></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>4000 pezzi di gomma da masticare utilizzati per creare una città!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 11:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News e Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[artista francese]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Abbiamo visto opere realizzate con un pò di tutto; dai lego agli scarti di alcuni materiali, alle catene di biciclette fino ad arrivare a questa&#8230; città costruita con 4000 mila pezzi di gomma da masticare. L&#8217;invenzione è stata dell&#8217;artista francese Jeremy Laffon, il quale ha impiegato quasi quattro mesi per portare a termine la sua opera [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-34494" alt="Jeremy-Laffon" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/Jeremy-Laffon-287x300.jpg" width="258" height="270" /><script type="text/javascript"><!--
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<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo visto opere realizzate con un pò di tutto; dai <a href="http://www.lego.com/it-it/" target="_blank">lego</a> agli scarti di alcuni materiali, alle <strong>catene di biciclette</strong> fino ad arrivare a questa&#8230; <strong>città costruita con 4000 mila pezzi di gomma da masticare.</strong> L&#8217;invenzione è stata dell&#8217;artista francese <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2296337/Artist-Jeremy-Laffon-creates-structure-4-000-pieces-chewing-gum.html" target="_blank">Jeremy Laffon</a>, il quale ha impiegato quasi <strong>quattro mesi</strong> per portare a termine la sua opera decisamente originale. Precisiamo, per i più curiosi, che le gomme da masticare erano integre e non &#8220;utilizzate&#8221;.</p>
<p>Ma come gli è potuta venire questa bizzarra ma al contempo geniale idea? <strong>Jeremy</strong> afferma che il pensiero di costruire questa città con gomme da masticare, gli sia venuta in mente in occasione di una lezione che doveva tenere ad una scuola d’arte. Afferma l&#8217;artista: “<em>Cercavo qualcosa che potesse coinvolgere tante persone. Inoltre, sono sempre stato affascinato dalle costruzioni con i fiammiferi e dai castelli di carte</em>”. <strong>Laffon</strong> ha scelto di usare le barrette di gomma da masticare: “<em>Un materiale che nessuno aveva usato prima. Volevo qualcosa che fosse una sfida. La gomma da masticare è instabile e ho pensato che sarebbe stato difficile creare una struttura complessa con questo materiale”.</em></p>
<p>Dopo avere completato l’opera, <strong>Jeremy</strong> ha deciso di farla crollare, riscaldando alcuni pezzi portanti e così ammorbidendoli: “<em>È una ‘scultura della frustrazione’ ed è per questo che ho scelto di farla crollare, una volta completata. Dopo avere riscaldato alcuni pezzi, la struttura è lentamente collassata”</em>.</p>
<p>Beh, forse un pò triste come idea quella di farla crollare, soprattutto visto i mesi di lavoro&#8230; al di la di ciò, sicuramente resterà un&#8217;opera unica nel suo genere. Guardiamo assieme le foto della città gommosa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-34498" alt="scultura-in-chewing-gum-3" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/scultura-in-chewing-gum-3-300x199.jpg" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-34497" alt="scultura-in-chewing-gum-2" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/scultura-in-chewing-gum-2-300x199.jpg" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-34496" alt="scultura-in-chewing-gum-1" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/scultura-in-chewing-gum-1-300x199.jpg" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-34495" alt="scultura-in-chewing-gum" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/scultura-in-chewing-gum-300x195.png" width="300" height="195" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Parole chiave per questa pagina:</h4><a href="http://www.businessoggi.com/news-e-curiosita/4000-pezzi-di-gomma-da-masticare-utilizzati-per-creare-una-citta" title="costruire qualcosa con gomme">costruire qualcosa con gomme</a> (1)]]></content:encoded>
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		<title>Giornata mondiale della Terra 2013!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 10:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Earth day 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale della terra 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Due giorni fa si è svolto un importante appuntamento per tutto il mondo; ovvero la giornata mondiale della Terra. Un compleanno mondiale (potremmo definirlo così), proclamato dalle Nazioni Unite nel 1970, nato per informare e sensibilizzare le persone su tematiche ambientali, ecologiche, sociali e umanitarie. Un evento che, ogni anno, coinvolge 175 paesi nel mondo, puntando l’attenzione su [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-34478" alt="eart-day-2013-salviamo-la-terra" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/eart-day-2013-salviamo-la-terra-300x206.jpg" width="300" height="206" /><script type="text/javascript"><!--
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</script></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due giorni fa si è svolto un importante appuntamento per tutto il mondo; ovvero la giornata mondiale della Terra. Un compleanno mondiale (potremmo definirlo così), proclamato dalle Nazioni Unite nel <strong>1970</strong>, nato per informare e sensibilizzare le persone su tematiche <strong>ambientali, ecologiche, sociali</strong> e <strong>umanitarie</strong>. Un evento che, ogni anno, coinvolge <strong>175 paesi nel mondo, </strong>puntando l’attenzione su temi di fondamentale importanza e attualissimi; temi che coinvolgono tutti noi. La giornata mondiale della Terra nasce proprio per far riflettere, meditare profondamente su tutto ciò che quotidianamente, ahimè non si pensa o non si ha &#8220;il tempo per pensare&#8221;.</p>
<p>E&#8217; una giornata in cui è possibile cambiare stile di vita, soprattutto con la &#8220;semplice&#8221; osservazione e riflessione di ciò che ci circonda, del mondo che viviamo e che abbiamo prodotto con le nostre azioni. Il tema di quest’anno è stato “<strong>il volto del cambiamento climatico</strong>”, argomento che richiama ad una serie di problematiche ambientali, legate alla salvaguardia del Pianeta, di cui sentiamo parlare sempre più spesso: il continuo e rapido assottigliamento dei ghiacci polari (con un recente e allarmante record negativo raggiunto nell&#8217;agosto 2012), il conseguente <strong>aumento della temperatura</strong> globale e la <strong>crescita degli oceani </strong>(3 millimetri all&#8217;anno, con picchi di un centimetro in alcune regioni del mondo), il buco dell&#8217;ozono sempre più sottile, l&#8217;intensificarsi degli uragani e la <strong>deforestazione di ecosistemi naturali</strong>, casa di milioni di persone e animali di specie diverse. Tutti eventi che oggi sono monitorati dal <a href="http://www.nasa.gov/externalflash/earthmonth2013/index.html" target="_blank">satellite Nasa Landat 8</a> che, girando intorno alla Terra 14 volte al giorno (a un&#8217;altitudine di 438 km), mostra come e quanto la Terra sia in pericolo, sfruttata troppo rispetto alle sue possibilità.</p>
<p>Si è discusso, inoltre, delle problematiche legate <strong>all&#8217;agricoltura</strong> e <strong>all&#8217;economia</strong> <strong>globale</strong>. <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Chiedi-a-Obama-di-fermare-Shell/" target="_blank">Greenpeace</a> infatti, sta continuando la sua lotta per fermare le trivellazioni nell&#8217;Artico, appellandosi direttamente al presidente degli Stati Uniti, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama" target="_blank">Barack Obama</a>, con la campagna mondiale <a href="http://www.savethearctic.org/" target="_blank">Save The Arctic</a>.</p>
<p>Possiamo cambiare le nostre abitudini, il nostro modo di pensare se solo lo vogliamo ardentemente. Noi soli siamo in grado di salvare la terra attraverso un cambiamento del nostro modo di essere. Oggi possiamo seguire un vademecum (promemoria utile scritto da Earth Day Italia) su come proteggere e rispettare la Terra 365 giorni all&#8217;anno e non solo il 22 Aprile, leggiamolo assieme.</p>
<p><strong>Alimentazione:</strong></p>
<p><strong>1. Mangiare più frutta e verdura</strong>: il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire, per il suo sfruttamento intensivo, la deforestazione.<br />
<strong>2. Riciclare l’olio delle fritture </strong>o comunque usato in cucina portandolo alle isole ecologiche: da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo. Inoltre 1 solo kg di olio usato disperso nell’ambiente inquina 1.000 metri cubi d’acqua.</p>
<p>Rifiuti e riciclo:</p>
<p><strong>3. Riciclare sempre il vetro</strong>: la raccolta differenziata del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.<br />
<strong>4. Utilizzare solo batterie ricaricabili</strong>: puoi usarle centinaia di volte in più rispetto a quelle usa e getta.<br />
<strong>5. Riciclare la plastica</strong>: ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno, se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone.<br />
<strong>6. Differenziare i farmaci</strong>: altrimenti in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici.<br />
<strong>7. I pneumatici</strong>: una volta terminato il loro ciclo, possono essere immessi nuovamente in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poiché in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l’equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all’orlo.</p>
<p>Acqua:</p>
<p><strong>8.</strong> Verificare sempre che i rubinetti del bagno non gocciolino: una goccia al secondo può significare centinaia di litri in un anno.<br />
<strong>9. Chiudere il rubinetto </strong>mentre ci insaponiamo sotto la doccia o mentre laviamo i denti, perché lasciarlo aperto per soli 4 minuti significa SPRECARE 50 LITRI D’ACQUA.</p>
<p>Energia:</p>
<p><strong>10. Installare un monitor dei consumi energetici</strong> per verificare quanto si risparmia spegnendo tutti gli standby di televisori, dvd, decoder, e  disinserire dalle prese carica batterie vari.<br />
<strong>11. </strong>Se 100 persone, durante la loro pausa pranzo, spegnessero il computer si risparmierebbero 15 kWh equivalenti a circa 8 kg di CO2 in atmosfera.<br />
<strong>12.</strong> Si può <strong>risparmiare energia</strong> anche nelle piccole pause di lavoro, impostando lo spegnimento dello schermo per inattività dopo 2-5 minuti.<br />
<strong>13</strong>. Abituarsi a<strong> non esagerare con l’uso del condizionatore</strong> quando fa caldo: lasciarlo acceso di notte provoca un consumo inutile di circa 6kWh, che è la stessa energia necessaria per guardare la televisione di casa per circa 60 ore.</p>
<p>Carta:</p>
<p><strong>14. Riciclare la carta sempre</strong>: perché per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica, mentre per produrre una tonnellata di carta riciclata  “bastano” 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica.</p>
<p>Mobilità:</p>
<p><strong>15.</strong> Per gli spostamenti scegliere la <strong>bicicletta o i mezzi pubblici</strong>, perché 10 km percorsi in autobus invece che in automobile (sia privata che taxi), evitano l’emissione in atmosfera di più di 1,5kg di CO2.</p>
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		<title>Alberghi italiani: il WiFi è inesistente!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 08:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Siamo nell&#8217;era del 2.0&#8230; sommersi e immersi completamente dalla rete. Quello che sto per scrivervi sa dell&#8217;incredibile considerando il periodo storico in cui viviamo&#8230; ma d&#8217;altra parte purtroppo è la realtà. Da un’indagine di HRS Italia, sugli alberghi dotati di connettività WiFi gratuita, emerge che l’Italia è al penultimo posto, e va meglio solo del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-34465" alt="donna-computer-spiaggia" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/donna-computer-spiaggia-300x199.jpg" width="270" height="179" /><script type="text/javascript"><!--
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<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo nell&#8217;era del 2.0&#8230; sommersi e immersi completamente dalla rete. Quello che sto per scrivervi sa dell&#8217;incredibile considerando il periodo storico in cui viviamo&#8230; ma d&#8217;altra parte purtroppo è la realtà. Da un’indagine di <strong>HRS Italia</strong>, sugli alberghi dotati di connettività WiFi gratuita, emerge che l’<strong>Italia</strong> è al <strong>penultimo posto</strong>, e va meglio solo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portogallo" target="_blank">Portogallo</a>.</p>
<p>Il <strong>turista </strong>oggi è costantemente connesso con la rete; viaggia e porta con se <strong>smartphone, tablet e dispositivi connessi</strong> al WiFi. Purtroppo a farci rimanere con l&#8217;amaro in bocca è proprio il dato negativo che emerge dall&#8217;Italia, un paese che è oggetto di turismo davvero costante. A questo punto ci si chiede come mai non sfrutti le nuove tecnologie per attrarre turisti? Da un’<strong>indagine di HRS Italia</strong> emerge che<strong> il WiFi non è fra le offerte di tanti alberghi italiani</strong>. A farci rimanere ancora più di &#8220;stucco&#8221; è leggere che in<strong> Europa il 67% degli alberghi</strong> offre la connessione WiFi gratuita, ma in Italia questa percentuale si ferma <strong>53% delle strutture</strong>. E quando è disponibile, non è gratuito.</p>
<p>Purtroppo gli italiani ancora non hanno capito che nell’era digitale, il turista scatta foto e riprende video mentre visita città e monumenti, e poi li vuole caricare su Facebook condividendo con i propri contatti ciò che sta visitando. Oramai è tutto incentrato sul concetto di condivisione e quando ci si ritrova con limiti di questo tipo, non possiamo far altro che sentirci un Paese indietro&#8230; ma di tanto rispetto ad altri.</p>
<p>Dalla classifica di HRS Italia, <strong>quest&#8217;ultima</strong> <strong>è al penultimo posto, e va meglio solo del Portogallo</strong>. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Turchia" target="_blank">Turchia</a>, contrariamente a ciò che si pensa è su in cima alla classifica con quasi l’<strong>85%</strong> degli hotel che offrono internet gratis per l’ospite, seguita dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Svezia" target="_blank">Svezia </a>con l&#8217;<strong>82%</strong>. Nelle prime posizioni si trovano, udite udite&#8230; la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polonia" target="_blank">Polonia</a>, l&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olanda" target="_blank">Olanda</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Norvegia" target="_blank">Norvegia </a>e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca" target="_blank">Danimarca</a>.</p>
<p>Credo che l&#8217;Italia, oltre a risolvere i suoi numerosissimi problemi interni, debba rivedere un attimo il concetto di turismo per far si che almeno in questo settore il calo non sia così netto a causa di una <strong>rete WiFi.</strong></p>
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		<title>Rinaldi: per l&#8217;arredo esterno della casa del terzo millennio.</title>
		<link>http://www.businessoggi.com/marketing-e-pubblicita/rinaldi-per-larredo-esterno-della-casa-del-terzo-millennio</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 08:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing e Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[arredo esterno]]></category>
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		<category><![CDATA[pergolato in legno]]></category>
		<category><![CDATA[Rinaldi srl]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Continuiamo il nostro viaggio nel mondo del design outdoor; facendo delle ricerche accurate su aziende di un certo livello, non posso che soffermarmi anche su Rinaldi srl, la quale nasce come unico centro assistenza alla ditta Corradi. Assieme al personale specializzato, viene utilizzata l’esperienza maturata nel settore. In tal modo si distingue nettamente Rinaldi srl nel suo ambito, poiché collabora [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34397" alt="rinaldi-design-arredo-esterno" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/rinaldi-design-arredo-esterno.jpg" width="279" height="81" /><script type="text/javascript"><!--
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</script></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Continuiamo il nostro viaggio nel mondo del <strong><em>design outdoor;</em></strong> facendo delle ricerche accurate su aziende di un certo livello, non posso che soffermarmi anche su <strong>Rinaldi srl</strong>, la quale nasce come unico centro assistenza alla ditta <a href="http://www.corradi.eu/" target="_blank">Corradi</a>.</p>
<p>Assieme al personale specializzato, viene utilizzata l’esperienza maturata nel settore. In tal modo si distingue nettamente <strong>Rinaldi</strong> srl nel suo ambito, poiché collabora a stretto contatto con i suoi collaboratori. Dona al valore umano una priorità esemplare. Tutto il personale di <strong>Rinaldi</strong> è altamente qualificato e soprattutto viene pregiato nella sua particolarità lavorativa. Ognuno ha il proprio compito e per questo motivo, l&#8217;azienda, sviluppando quelle che sono le capacità di ogni singolo membro dello staff, ne fa il suo fiore all&#8217;occhiello.</p>
<p><strong>Rinaldi</strong> srl, progetta e realizza soluzioni complete per consentire alla sua clientela di sfruttare al meglio gli spazi esterni,<strong> tutto l’anno</strong>. L&#8217;azienda si occupa di realizzare e mantenere vivo il <strong>verde</strong>, <strong>l&#8217;arredamento</strong>, <strong>l&#8217;illuminazione</strong> <strong>di giardini</strong>, <strong>tende</strong> <strong>da</strong> <strong>sole</strong> e <strong>zanzariere</strong>, <strong>pergolati</strong> <strong>classici</strong> <strong>in</strong> <strong>legno</strong> e tanto altro.</p>
<p>Abbiamo parlato della casa del <strong>terzo millennio</strong>, ebbene si, oggi più che mai si avverte la necessità di usufruire dello spazio <em>outdoor</em> tanto e più <em>dell&#8217;indoor</em>. Grandi case con grandi spazi esterni da poter vivere ed utilizzare soprattutto nei mesi caldi. Immaginate una famiglia con dei bambini  i quali hanno la possibilità di poter vivere i loro momenti ludici su di un prato, sotto un pergolato in legno e giocare serenamente illuminati dalle tante luci installate. Beh, direi che è un&#8217;immagine bellissima che esprime libertà, senso di spensieratezza e anche &#8220;magia&#8221; nel creare tutto ciò magari in una metropoli.</p>
<p>Ebbene, con Rinaldi è possibile realizzare questo sogno, con dei costi assolutamente vicini a quelli del cliente. Il progetto viene seguito pari passo con le esigenze dell&#8217;acquirente e nulla viene lasciato al caso.</p>
<p>Perché pensare che solo <em>l&#8217;indoor</em> deve essere valorizzato? Oramai siamo ben fuori da questa logica; bisogna pensare ad uno<strong> spazio domestico unico</strong> in cui il progresso tecnologico può contribuire alla realizzazione di <strong>ambienti multifunzionali.</strong></p>
<p>Vi consiglio di consultare il catalogo <strong>Rinaldi</strong>, troverete tantissime idee per la vostra casa. <a href="http://www.rinaldilab.com/7/prodotti" target="_blank">www.rinaldilab.com</a></p>
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		<title>Avete un giardino e non sapete come abbellirlo? Ecco qualche consiglio.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 08:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania E.</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-34401" alt="pavimentazione-giardino-legno-verde" src="http://www.businessoggi.com/wp-content/uploads/2013/04/pavimentazione-giardino-legno-verde.jpg" width="280" height="210" /><script type="text/javascript"><!--
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<p>&nbsp;</p>
<p>Chi ovviamente ha un giardino abbastanza grande o comunque un piazzale davanti casa, dovrà dotarsi inevitabilmente di cancelli automatici per consentire l&#8217;entrata sicura nella propria abitazione, oltre che per circondare e proteggere il proprio spazio privato.</p>
<p>I cancelli automatici più diffusi sono quelli realizzati<strong> a due ante.</strong> Si tratta di cancelli sicuramente più belli da un punto di vista estetico e che si prestano meglio degli altri ad essere decorati e resi quindi anche molto eleganti.</p>
<p>È vero però che i cancelli a due ante non possono sempre essere presi in considerazione, nei luoghi infatti in cui lo spazio è molto piccolo non possono essere inseriti. In questi casi è preferibile scegliere un cancello<strong> ad una sola anta</strong> o un <strong>cancello scorrevole</strong>.</p>
<p>I<strong> cancelli scorrevoli in orizzontale</strong> hanno bisogno di spazio per l’apertura anche se oggi sono disponibili anche cancelli <strong>scorrevoli in verticale</strong>, cancelli che si &#8220;aprono&#8221; verso l’alto o che scompaiono nel terreno. Si tratta di cancelli molto particolari ideali però per coloro che necessitano di ottimizzare al meglio gli spazi. I cancelli automatici che vanno verso l’alto possono essere inseriti solo in ambienti che hanno una parete su cui farli poggiare e sono la scelta ideale quindi per i garage mentre quelli che scompaiono nel terreno necessitano di una meticolosa analisi della zona per scoprire se ci sono<strong> tubi</strong> o altri elementi che potrebbero essere danneggiati.</p>
<p>Ovviamente i giardini hanno necessariamente bisogno anche di una Recinzione; ovvero di un qualcosa che possa fisicamente delimitare lo spazio privato da quello pubblico. quindi possiamo prendere in considerazione recinzioni di diverso tipo, il tutto ovviamente scelto in base all&#8217;esigenza e ai gusti personali. La privacy al giorno d&#8217;oggi è un elemento imprescindibile per chi ha una casa con ampio spazio <em>outdoor</em>. Ebbene, vediamo assieme che tipo di recinzione possiamo scegliere.</p>
<p>Le reti di recinzione sono perfette per delimitare il giardino ma ovviamente da sole non bastano né a renderlo più bello né a creare la privacy. Le reti quindi, vengono solitamente utilizzate al fine di creare un valido appiglio per le <strong>siepi</strong> oppure per le <strong>piante rampicanti</strong> in modo che proprio questa tipologia di vegetazione possa funzionare da recinzione. Più belle da un punto di vista estetico sono senza dubbio le <strong>recinzioni a graticcio</strong> che nascono proprio con l’intento di dare un appiglio alle <strong>piante rampicanti</strong>. Realizzate solitamente in <strong>legno</strong> danno una sensazione di calore maggiore e sono la scelta ideale per i giardini <em>country</em> o <em>rustici</em>.</p>
<p>In alternativa è possibile utilizzare <strong>staccionate</strong> in <strong>legno</strong>. Quest&#8217;ultime sono disponibili anche in <strong>pannelli</strong> <strong>prefabbricati</strong> ideali per la semplicità della loro costruzione. Le staccionate sono perfette per rendere un giardino più bello e per delimitarlo in modo adeguato. Riescono a dare anche una privacy discreta ma non sono mai particolarmente alte e quindi non possono essere considerate una valida protezione contro le intrusioni. Le staccionate in legno possono inoltre essere dipinte in qualsiasi tonalità e quindi riescono davvero ad adattarsi ad ogni giardino e ad ogni arredamento.</p>
<p>I <strong>muri in calcestruzzo</strong> sono perfetti per evitare che possano entrare intrusioni nel proprio giardino. Nascondono inoltre il vostro giardino da sguardi indiscreti ma allo stesso tempo non sono molto belli esteticamente.</p>
<p>Per quanto concerne la pavimentazione del vostro ambiente esterno, mi permetto di consigliarvi <strong>l&#8217;ardesia</strong>, ovvero una pietra naturale e l&#8217;unica in grado di assumere un colore <strong>grigio scuro tendente al nero</strong> ideale per offrire ad ogni vostro ambiente un elevato grado di <strong>eleganza</strong> ma anche di ricercatezza.</p>
<p>Poi abbiamo anche il <strong>cotto</strong>, che è perfetto per quei giardini di campagna. Pratico e fine è ottimo per questa tipologia di ambientazione (country). Anche il <strong>legno</strong> risulta essere un ottimo elemento da utilizzare per i giardini. Certamente, oggi più che mai dà quel senso di modernità, eleganza e bellezza che può essere concepita per quegli ambienti in cui il moderno e il minimal trionfano.</p>
<p>Se avete la necessità di pavimentare una zona del vostro giardino di casa ma non avete un budget molto elevato la scelta sicuramente migliore è quella del <strong>ghiaino</strong>, una scelta semplice ma davvero chic. Il <b>ghiaino</b> viene poggiato direttamente sul terreno e poi livellato per offrire una maggiore compattezza ma è ovvio che non ci aiuta ad avere una superficie uniforme e completamente liscia. Proprio per questo motivo si tende solitamente ad utilizzare il ghiaino solo nelle zone di passaggio, meglio se sui <strong>vialetti</strong> di <strong>accesso</strong> all&#8217;abitazione, mentre si sconsiglia di utilizzarlo nelle zone in cui vogliamo inserire tavoli e sedie perché il ghiaino non potrebbe mai offrire una grande stabilità. Non comporta invece alcun tipo di difficoltà nelle zone relax caratterizzate da sedute molto ampie con la base piatta. In questo caso infatti le sedute riescono a trovare la loro adeguata posizione senza molte difficoltà.</p>
<p>Ad ogni modo, qualunque sia la vostra scelta, fatevi sempre consigliare da un esperto in quanto l&#8217;accostamento di questi materiali deve necessariamente anche essere in tono con il tipo di abitazione che avete. La scelta del materiale da utilizzare è importante tanto quanto la scelta stilistica consona alla vostra casa.</p>
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