Inventarsi un lavoro? Si, è possibile con la creatività.

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“Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione. Ci sono tantissimi lavori da fare, c’è tantissima domanda di lavoro, ma manca proprio l’offerta. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle”. (John Elkann)

Ho voluto iniziare quest’articolo con le parole di John Elkann giovane imprenditore di 38 anni e presidente della Fiat S.p.A., della Exor S.p.A. e della Giovanni Agnelli e C. s.a.p.a.. Il nipote dell’avvocato Gianni Agnelli ha qualche giorno fa, rilasciato quanto citato sopra; inutile dire che il mondo del web ha mosso nei suoi confronti, pesanti critiche per la “leggerezza” delle sue parole.

Il giovane imprenditore, evidentemente più fortunato rispetto ai tantissimi ragazzi italiani, visto le cariche che presiede e la famiglia dalla quale proviene che, inutile negare, gli ha spianato la strada, credo abbia un “tantino” la visione distorta delle cose qui in Italia.

Lascio a voi la possibilità di riflettere su quanto espresso e fare tesoro di un insegnamento: Nella vita, chi ha il sederino su di una bella poltrona comoda e calda, riesce a sentenziare con facilità i fatti della vita altrui…

Bene, detto ciò, noi comuni mortali stiamo vivendo e affrontando la gravissima crisi in cui l’Italia versa ormai da anni, nei più svariati modi… tra voli pindarici e capriole per arrivare a fine mese, noi giovani stiamo lottando per ritagliarci una fetta di torta in quest’economia anoressica.

Siamo negli anni in cui la creatività e le nostre passioni devono necessariamente essere messe a frutto. Non esiste più il cosidetto “lavoro statale” e togliamoci dalla testa che se vogliamo rimanere in Italia, le cose cambieranno presto. La risalita da questo sfacelo economico è lenta, ma nel frattempo noi dobbiamo mangiare, vestirci, essere sereni e meritiamo di realizzare i nostri sogni.

Siamo la generazione alla quale sono stati strappati, senza mezze misure, tutte le promesse che fin da piccoli c’erano state fatte…

Abbiamo studiato e chi ha oggi 30 anni e più, sono certa che avrà lauree, diplomi e tutte le varie certificazioni “utili” a far aumentare quel famoso punteggio concorrenziale.

Ebbene, dopo infiniti ed estenuanti invio di curricula siete ancora senza lavoro? Non mi stupisce affatto.

Il mercato Caro Sign. Elkann, è PARALIZZATO! Non c’è offerta di lavoro, non c’è liquidità, non ci sono concorsi statali, non ci sono pensioni, non c’è un riciclo generazionale. Tutto ciò ha portato la disoccupazione giovanile alle stelle, sono aumentati i SUICIDI, si perché arriva anche una brutta malattia quando la frustrazione diventa troppa Caro Signor Elkann, si chiama DEPRESSIONE, non so se ne ha mai sentito parlare.

C’è sconforto, svalutazione della propria persona, rabbia e rammarico per quei sogni che sono lì fermi in quel famoso cassetto chiuso; non possono essere realizzati non perché non si vuole, ma perché NON C’E’ LA POSSIBILITÀ!

Non so se ha mai sentito parlare di matrimonio… ebbene, sa quanti fidanzati non possono affrontare un matrimonio perché non hanno i soldi necessari per festeggiare degnamente con i paranti una ricorrenza così importante?

Sa quante ragazze pur di acquistare un abito da sposa per sé stesse, per questo giorno SPECIALE fanno i lavori più umili pur di non gravare economicamente sulla propria famiglia?

Vogliamo parlare del fatto che non si hanno i soldi necessari per l’acquisto dei mobili per la nuova abitazione? O del fatto che non si può concepire un figlio perché si ha il timore, fondato ahimè, di non poter soddisfare le sue esigenze primarie?

Questi sono solo alcuni esempi di cosa non riescono ad affrontare i giovani di oggi e non per via del loro mancato senso di ambizione, ma perché NON C’E’ LAVORO!!!

La dignità di un giovane padre di famiglia che rimane disoccupato dove la mettiamo? Di una madre che si priva di tutto pur di non fare gravare sui propri figli il senso dell’impotenza. Noi giovani oggi, dobbiamo solo fare affidamento sulla nostra creatività e cercare di inventarci dei veri e propri lavori.

C’è chi sfrutta la propria capacità informatica e diventa consulente, chi invece ha delle doti naturali nel cucito e crea modelli di bikini, costumi da bagno e tenta di farsi una piccola strada nel mondo della “moda”. Conosco moltissimi amici che sulla base delle loro qualità, nonostante abbiano conseguito titoli di studio differenti, fanno poi dei lavori che non c’entrano nulla con gli studi universitari effettuati.

Nascono nuove professioni come:

  1. Il nail artist;
  2. Il cake designer;
  3. Il wedding planner;
  4. Il personal trainer;
  5. Il personal shopper;
  6. L’event organiser;
  7. Il tutor scolastico a domicilio;
  8. Il tutor di viaggio;
  9. Il cuoco a domicilio;
  10. Il web editor/blogger;
  11. Il social media manager.

Di necessità dobbiamo fare virtù… ed è proprio grazie alla nostra ambizione, capacità di adattamento e di studio approfondito che noi giovani, oggi, riusciamo camaleonticamente a fronteggiare la crisi economica, mettendo in campo le nostre capacità intellettive, creative e soprattutto umane.

Si, proprio quelle capacità che permettono di perdonare chi, con troppa facilità, emette giudizi a dir poco tristi!

 

 


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